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Medaka Box

un manga fuoriscala
Recensione di  |   | manga/


Medaka Box
Medaka Box


Medaka Kurokami non è una "normale studentessa liceale giapponese". Proprio no! Nossignore!
Aspetto da modella, proporzioni da lap-dancer, studiosa impareggiabile, ha "provato" (dove "provato" significa "ottenuto il titolo di maestro") un po' tutte le arti marziali, corre la maratona in circa due orette, la sua bella grafia ha causato il ritiro dall'attività di un maestro calligrafo ed è stata eletta, al suo primo anno di liceo, Presidente del Consiglio Studentesco con il 98% delle preferenze.
Insomma, in una scala da 1 a 10 bisogna pensare a Medaka Kurokami come alla Dea della Vittoria che regge la scala da 1 a 10, assisa su un trono d'oro portato a schiena da un leone che cammina sulla corazza di una tartaruga gigante che nuota nel cosmo infinito... ecco quanto poco "normale studentessa liceale giapponese" è Medaka Kurokami.

Tutto ciò si traduce ovviamente in una catastrofe per il povero Zenkichi Hitoyoshi. In qualsiasi altra situazione sarebbe stato un "normale studente liceale giapponese", invece il suo destino è essere amico d'infanzia di questo esempio di umana perfezione che, come tutte le cose perfette, è pieno di difetti pratici.
Dal considerare ogni persona come fondamentalmente buona al credere che chiunque "solo impegnandosi un po' " possa avere i suoi risultati, dal buttarsi a capofitto in ogni impresa al non ritenere minimamente imbarazzante essere vista in biancheria intima, le fonti di emicrania per il povero Zenkichi sono praticamente infinite. Prima tra tutte, indubbiamente "la scatola delle consultazioni", arma vincente della campagna elettorale di Medaka, contenitore tanto delle richieste degli studenti quanto della promessa che il Consiglio Studentesco farà qualsiasi cosa, sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro per adempierle. Una fanfaronata per chiunque altro, un impegno assoluto per Medaka.
Ed allora ecco che la imbattibile Don Quixote ed il suo recalcitrante Sancho Panza si troveranno a confrontarsi con i problemi più assurdi, in parte spalleggiati ed in parte sbeffeggiati da Shiranui Hansode: compagna di classe ed amica di Zenkichi, un corpo da bambina innocente per una mente da pescecane; e da Koki Akune prodigio del Judo, feroce rivale di Zenkichi, zerbino innamorato di Medaka.
Ma il problema è... può il liceo che ospita il prodigio Medaka Kurokami essere solo un normale liceo giapponese?

Medaka Kurokami
Ovvero "dell'impossibilità di comprendere il senso comune".

(c) 2012 GP Publishing

Medaka Kurokami<br>Ovvero "dell'impossibilità di comprendere il senso comune".<br><i>(c) 2012 GP Publishing</i>

Nell'approcciare un genere narrativo ci sono, normalmente, due modi. Uno è quello canonico: si rispettano le convenzioni, i personaggi agiscono, pensano e parlano in conformità al loro archetipo (fino a divenire stereotipi), le situazioni sono più o meno formalizzate su una scala da "nota" a "prevedibile" (con sforamenti in "banale"); se la narrazione regge è perchè riesce a convincere il lettore ad attuare la "momentanea sospensione di incredulità". Il secondo è quello della parodia: i personaggi vengono presentati come archetipi ma poi ne vengono esaltate le difformità ed i difetti, le situazioni sono spinte ai limiti della loro prevedibilità ed invariabilmente crollano sotto il peso della loro incoerenza, in sostanza, si è incoraggiati a scartare la "momentanea sospensione di incredulità" per ridere delle falle del genere narrativo.
Esiste poi un terzo approccio che, normalmente, arriva a maturità inoltrata del genere ed è quello della "presa di coscienza": gli autori conoscono alla perfezione il genere, gli archetipi e, sopratutto, gli stereotipi ed il pubblico non è da meno. L'incontro si prospetta quindi come un braccio di ferro tra esperti: l'autore sa che parte avvantaggiato, basta che rispetti alla perfezione le attese e non potrà essere criticato, ma un momento di distrazione è sufficiente a buttare all'aria tutto il lavoro. Allora perché piuttosto non spingere gli stereotipi e le situazioni canoniche talmente oltre da essere contemporaneamente impossibili da credere e però coerenti? Perché non farle diventare delle parodie che, però, "funzionano" esattamente come un'opera canonica?
Nel genere "Shonen" (manga d'azione per ragazzi) questo è quello che tra gli altri ha fatto Ken Akamatsu con Negima! ed è quello che fanno Nisiosin e Akira Akatsuki, rispettivamente ai testi ed ai disegni di Medaka Box. Alle stampe la GP Publishing.
Indubbiamente il successo ha arriso alla loro sfida e si può constatare da questo primo volume che ne esistono i motivi. Da una parte abbiamo una narrazione brillante che mette in campo gli strambi protagonisti senza eccedere in inutili lungaggini. I personaggi entrano in scena, agiscono, fanno qualcosa di completamente assurdo, disperatamente normale o cinicamente divertente ed è come li conoscessimo da sempre. Le situazioni partono sempre come normali e poi invariabilmente hanno deviazioni impreviste, divertenti, completamente fuori dalle righe. I dialoghi si susseguono con continui botta e risposta in cui la ragione cerca sempre, timidamente, di fare capolino, per essere invariabilmente sommersa o dalle emozioni o da considerazioni irrazionalmente comiche.
Il disegno invece cerca di convincerci che siano in un "normale manga d'azione per ragazzi", e quasi ci riuscirebbe: le anatomie sono dinamiche, l'estetica curatissima, gli occhi grandi, affilati ed espressivi come da norma. Le inquadrature si piegano a qualsiasi esigenza dettata dal fluire dell'azione e le tavole riescono a malapena a contenere sequenze esplosive, il confronto inevitabile è con alcuni indimenticati "big" del genere Full Metal Panic, Inferno e Paradiso, Air Gear.

Zenkichi e Shiranui
Con amici così, chi ha bisogno di nemici?

(c) 2012 GP Publishing

Zenkichi e Shiranui<br>Con amici così, chi ha bisogno di nemici?<br><i>(c) 2012 GP Publishing</i>

Ma è impossibile farsi ingannare: Medaka Box, non è un "normale manga d'azione per ragazzi" più di quanto Medaka sia una "normale studentessa giapponese". Il livello di voluta esagerazione a cui si arriva già solo al primo numero, le peculiarità eccessive della protagonista, l'anormalità delle situazioni, l'inserimento di un cast di contorno assolutamente carismatico, lo colloca come nuovo riferimento del genere, almeno per chi scrive. La preoccupazione è, ovviamente, che gli accada di avere quelle inspiegabili e distruttive "svolte" che hanno affossato i suoi predecessori sul trono (i già citati manga di Oh! Great!, con il loro incomprensibile "buttarla in tragedia", o Bleach!, diventato praticamente una barzelletta per i suoi stessi lettori) ma è decisamente prematuro preoccuparsene ora.
L'avventura di Kurokami Medaka, prodigio vivente, è appena iniziata, impossibile prevedere come finirà. Medaka Box di Nisiosin (testi) e Akira Akatsuki(disegni) - volume brossurato - b/n - GP Publishing - 4,40€

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